FAST FASHION VS SECOND HAND

Eh lo so, gennaio è un mese di tentazioni. Ci sono i saldi e le occasioni sono moltissime e appetitose. Non lo scrivo con ironia, so che è così. Per anni non ho aspettato altro che gennaio e luglio per svaligiare Zara, H&M, Mango e qualsiasi altro negozio a basso prezzo per collezionare quelli che, secondo me, erano ottimi affari.

Ammetto che ci sono capi che ancora porto: jeans, ad esempio. Oppure maglioni, anche se non di ottima qualità. La maggior parte della roba però l’ho comprata solo perché costava poco, tentata da uno stile non mio e dalla possibilità di indossare alcuni abiti e accessori a eventi a cui non ho mai partecipato.

Nel 2020 ho preso le distanze dal fast fashion, gradualmente ho smesso di comprare nelle varie catene scegliendo soprattutto capi vintage e second hand. Il cambiamento è stato dettato dalla qualità, dal costo e anche, non ultima, dalla sostenibilità.

mammoths don't cry illustration

Sappiamo tutti che la scelta più sostenibile sarebbe non comprare in assoluto, dopotutto i nostri armadi sono già piuttosto pieni, ma a me comprare piace. Mi piace avere alternative diverse, scovare capi divertenti e poi giocare a fare gli abbinamenti. Il vintage rende tutto più bello perché ciò che si trova nei mercatini oppure anche nei vari second hand online spesso è davvero unico e questo permette di creare il proprio stile, in modo inequivocabile.

Per chiarezza: si definisce vintage un capo che ha almeno 20 anni, quindi meglio parlare, più in generale, di second hand. Capita spesso infatti di trovare nei mercatini anche vestiti e accessori recenti, che magari provengono dal fast fashion, ma che sono stati dismessi e quindi rivenduti a bassissimo prezzo. Certo, la qualità del fast fashion è quello che è. Comprare second hand è di solito molto conveniente; dipende da ciò che stiamo acquistando, naturalmente, dal brand, dalla qualità, dall’età di quell’oggetto, ma io posso orgogliosamente affermare di aver pagato 25€ il mio cappotto preferito, in lana blu molto elegante.

E quindi, tornando al perché di quest’articolo, mentre la smania di lanciarsi in acquisti matti durante i saldi cresce, vorrei dimostrarvi come acquistare alternative second hand al fast fashion, per diversificare il guardaroba e comprare con un impatto inferiore.

Disclaimer: i capi non saranno uguali identici… per fortuna!

IL CAPPOTTO CAMMELLO

Partiamo da un classico: il cappotto cammello

Tutte noi ne abbiamo o ne desideriamo uno. Di certo il più iconico è il camel coat di Max Mara e, se cercate bene, lo troverete di sicuro anche usato a prezzi ragionevoli.

Nelle varie catene se ne trovano diversi, come questo qua: costa 129€ e la composizione è misto lana e poliammide, quindi sintetico. Non terrà molto caldo, cosa ne dite?

Spulciando nei siti dove acquisto più spesso second hand (Vestiaire, Depop e Vinted) ho trovato delle alternative convenienti e di qualità migliore.
(cliccate sulle foto per andare alle pagine dei prodotti)

IL CAPPOTTO VICHY

Proseguiamo con un capo più bon ton: il cappottino con fantasia Vichy.

Ammetto di averne uno nell’armadio da secoli, penso di non averlo mai indossato e finirà dritto dritto su Depop. Questo della foto, in cotone e poliestere, nuovo costa 69€, voi però guardate un po’ che cosa si trova in giro.

IL PARKA

Sempre per rimanere in tema giacche: vi piace questo parka? È carino, no? Non è niente di originale, diciamocelo, sono anni che si vedono giacche come questa in giro, che però in inverno fanno sempre il loro dovere. Nuova costa 89,95€ e immagino che tutti noi siamo disposti a spenderli per una giacca invernale, insomma, non è molto.

Queste qui sotto sono le alternative che ho trovato io, con i prezzi più o meno ci siamo e l’effetto non è poi molto diverso.

CAMICIA – PIGIAMA

Siete fan delle camicette-pigiama? Io sì, mi piacciono molto le camicie fantasia, anche se finisco per indossarle poco. Questa qui, in poliestere – di cui almeno il 50% riciclato – costa 25,95€. Ok, è di plastica, però la fantasia è molto carina.

Esistono alternative anche in questo caso? Mais oui!

CAMICIA NERA SATINATA

Un po’ meno romantica è questa camicia nera satinata. Anche questa mi piace, peccato che essendo in poliestere ed elastan ci farà sudare parecchio. Non ho trovato molte camicie simili a questa, però date un’occhiata, secondo me le poche che ho individuato non sono affatto male!

CAMICIA DA BOSCAIOLO

Ok, vi piace la camicia da boscaiolo come questa qui. Io potrei serenamente aprire l’armadio di mio marito ed estrarre qualcosa ad occhi chiusi per risparmiare questi 50€ e ottenere grossomodo lo stesso effetto e secondo me anche voi potreste fare lo stesso. Ma se non è così, ecco che cosa si trova online

GILET

Ho notato che sono tornati di gran moda i gilet. Ne sono felice: mi piacciono molto! Bisogna riconoscere che non sono semplicissimi da portare, però, insomma, ci si può giocare e inventarsi strati e abbinamenti per stare al caldo.

Partiamo da questo bel gilet nonnesco. Mio papà aveva un maglione con una fantasia uguale identica. Lo sapete cosa vuol dire? Che i second hand sono letteralmente pieni di capi così! Questo costa circa 30€, c’è un po’ di lana ma la composizione è mista. Caldo? Mmmh… proviamo a guardarci in giro, allora.

Ok, questo gilet pastelloso mi piace un sacco. E se cercate qualcosa di girly e divertente, sappiate che, ancora una volta, la porta del vintage – ma anche dell’handmade! – si spalanca per voi.

Chiudo con questo gilet, o forse meglio chiamarlo panciotto.

A me personalmente non piace e non spenderei mai 40€ per comprarlo; mi ricorda i primi anni 2000 e il modo orribile in cui andavo conciata. Ovviamente, ce l’avevo. Lasciando perdere il gusto personale, ancora una volta qui sotto trovate alternative di seconda mano.

Spero che vi sia piaciuto questo piccolo excursus nel mondo second hand, fatemi sapere cosa ne pensate lasciando un commento sotto al post su Instagram. Se vi siete divertite come me, posso portare avanti questo gioco.

Illustrazione di copertina di Nadya Barkova 

You May Also Like

Il dovere morale di coltivare le idee

Cortenera: una storia di vino

Carte per giocare con le emozioni

Illustrazioni arrabbiate