Parma

Amo tanto la mia città, anche se non sempre andiamo d’accordo. A volte la odio, perché è piccola e provinciale, me la prendo con lei perché l’accuso di avermi tarpato le ali, oppure mi arrabbio quando la vedo cambiare troppo. Ma la verità è che è talmente bella per me, che non riesco a odiarla veramente. Amo guardare dalla finestra i colori del cielo che sfumano sul campanile del Duomo, ...

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Un tesoro tutto mio

Ho ritrovato un piccolo scrigno prezioso, come sono felice. Mi è venuta la nostalgia. Ho trovato i miei vecchi blog. Anche se "trovare" non è proprio la parola giusta, i blog non si perdono, i diari si perdono, si mettono dentro a scatoloni, si chiudono nelle cantine. Così sì che si perdono. Ma i blog non vanno da nessuna parte e forse proprio per questo ho scritto blog e non ...

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Un cielo d’estate

Adesso a casa c’è solo silenzio o suono artificiale, che ogni tanto azzittisco col pulsante "muto" e allora rimane solo il silenzio, con il ronzio del condizionatore. A casa l’aria è calda e appiccicosae sbirciando fuori il cielo è quasi denso, ma molto bello, da guardare a distanza. Non ha una base ed è tutto teso, infinito verso l’alto, eppure cambia colore; vorrei trovare quel punto molto in basso dove inizia ...

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Of a Summer

Per me Soundtrack of a Summer è il nome più bello del mondo. Perché mi fa davvero pensare a quella sensazione lì. Di viaggiare in macchina con l'infinito davanti e il mare di fianco per strade costiere sinuose, oppure tutto dritto con quei riflessi del caldo sull'asfalto che sembrano pozzanghere grandi chilometri. Sigarette fumate al vento, mojito, chissenefrega. Mi fa pensare a quella spensieratezza che ti viene il nodo in ...

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In un bel giorno di primavera

Sono andata a mangiare un gelato da sola. Che di per sé non è una grande rivoluzione, mi rendo conto. In realtà per me la è. Piccola, ma la è. A me non piace mangiare il gelato da sola, non mi piace in generale mangiare da sola se sono in posti pubblici. Anche se in realtà non è del tutto vero, perché se lo faccio intanto leggo un libro, non ...

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Mani

Aveva le mani da persona buona. Tozze e grosse come quelle di un gigante gentile. Di quelle mani un po’ brutte ma che sembrano fatte apposta per accogliere. Lei invece le aveva molto piccole, affusolate e fredde. Da tenere in tasca. Le mani nervose delle persone insicure. Così quando lui prendeva le mani di lei le inghiottiva proprio. Diventava uno scrigno prezioso e profondo. E le mani di lei stavano ...

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Notte

Bisogna scrivere in punta di dita, ma con molta volontà e consapevolezza. Bisogna impegnarsi per tenere tutto in bocca, chiuso nella palude dei pensieri e nel loro groviglio insanguinato. Una pioggia freddissima mi ha sconvolta, sconcentrata. Con la puzza della lana bagnata nelle narici, il vapore ghiacciato, il fumo di sigaretta e l'odore della notte quando in giro ci sono solo le luci fatue dell'inverno che inghiotte. È un limbo azzurrino, ovattato ...

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Dire. Fare.

Qualche anno fa scrivevo tutto quello che mi capitava. Descrivevo le strade, le persone, ironizzavo sulle piccole sfighe quotidiane. Raccontavo di innamoramenti strazianti, di stelle a portata di dita, osservate da un balcone qualunque di un albergo anonimo. Mi ricordo bene la prepotenza con cui le parole uscivano dalle dita, si imprimevano sulla carta, o sulla tastiera. Non so cosa sia successo, se questi anni tra il nero e il ...

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Con la nebbia

Che belle le scoperte. Meravigliosi barlumi in mezzo alla nebbia. Illusioni, mondi immaginati, paradisi ricamati con fili invisibili e sgargianti. Questo. Come ricordi mai vissuti, frasi mai dette, storie mai raccontate che si tirano dietro un'eco rimbombante di emozioni ancora vergini, di illibato splendore. Molto vivide, sì. Completamente inconsistenti. Quando conosci, senza sapere. E lì scopri. Poi continui a conoscere attraverso un filtro, ma quel poco che basta per scrivere un ...

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