che cosa voglio da Instagram

Che cosa voglio da Instagram

A Natale ho deciso di allontanarmi da Instagram per qualche giorno. Non sapevo di preciso quanto sarebbe durato, non è stato uno “stop” calcolato, solo mi sono trovata sopraffatta, volevo ripensare alla mia presenza online e ho sentito la necessità di “stare zitta” per un po’. All’inizio volevo cancellare la app dal telefono, addirittura, ma poi ho pensato fosse esagerato, bastava autoregolarmi e devo dire che ha funzionato. È stato tutto piuttosto spontaneo e chiarificatore. Non ho preso le distanze completamente, ho comunque guardato qualche stories, messo like a post che mi piacevano, ma la cosa sorprendente è che la mia resistenza era davvero ridotta. Mi sono resa conto che molti dei contenuti condivisi dalle persone che seguo, in realtà, non mi interessano.

La spontaneità su Instagram è sempre interessante?

Prendere le distanze mi ha aiutata a rendermi conto che davvero questo social sta portando a galla un grande egocentrismo, un autocompiacimento diffuso e, secondo me, nella maggior parte dei casi, immotivato. Mi interrogo molto spesso sulla presenza online, su come “dovrebbe funzionare”, su che cosa sia giusto condividere e come farlo. Sono sempre stata per la spontaneità, però mi sono accorta che a volte non solo è poco utile, ma è veramente poco interessante. Credo che si sia alimentata la tendenza a credersi straordinari, pazzerelli, unici; e per quanto è vero che l’unicità è un segno distintivo di cui dobbiamo andare fieri, sfoggiarla come un trofeo ci fa sembrare più banalotti che altro.

Contenuti utili e sinceri

Instagram mi piace moltissimo, continuo a credere che abbia un enorme potenziale e che sia davvero utile per fornire ispirazione, creare contatti, permetterci di scoprire cose di qualsiasi tipo, non c’è un limite, a me ha aperto veramente dei mondi e il punto è che mi sono accorta che vorrei che si limitasse a quello. All’utilità. Vorrei trovare spunti e consigli veri e sinceri, che si tratti di un approccio estetico di un certo tipo, di narrazioni, recensioni, idee di viaggio.

Che valore voglio offrire a chi mi segue

In questi giorni di “astinenza” spesso mi è venuto da prendere il telefono per pubblicare una story e immortalare regali di Natale, il mio gatto che fa la punta ai piccioni fuori dalla finestra, la maschera che mi sono spalmata sul viso, le calze rosse brutte e un’altra serie di cose che, a conti fatti, chissenefrega. Allora ho pensato a tutte le stories-chissenefrega che ho postato nell’arco dell’ultimo anno e mi sono sentita un po’ vuota, un po’ egocentrica, un po’ ridicola e un po’ anche in colpa perché che valore portano questi contenuti a chi mi segue? Spesso la pigrizia e l’abitudine spingono a pubblicare senza filtri e senza chiedersi che cosa stiamo comunicando. Il punto è quello. Come io cerco ricchezza e spunti in ciò che guardo, voglio offrire da parte mia la stessa qualità. Così, sto riflettendo su come utilizzare questo canale d’ora in avanti, a chi seguire, a che cosa pubblicare, cosa raccontare.

Torno a scrivere sul blog

Per me l’importante è scrivere, ho alternato vari blog da 11 anni a questa parte e non voglio che Instagram annienti il mio piacere di dilungarmi su certi temi. Certo, una cosa non esclude l’altra, ma vorrei tornare al mio blog, questo qui, e pubblicare con maggiore costanza, anche in questo caso raccontando aspetti che spero siano interessanti e utili. Ho ragionato su quali argomenti soffermarmi qui su Bonjour Petite per non essere dispersiva e incostante, ma poi ho realizzato che questo è il mio spazio e che mi piace trattare temi diversi, che siano libri, viaggi, appuntamenti, spunti di benessere e, perché no, creme per i brufoli. Sperando sempre di offrire dei contenuti utili e gradevoli per qualcuno che non sono io.

Per ora le mie buone intenzioni sono di concentrarmi su ciò che è interessante e ispirazionale da dare e da ricevere, spero di non aver offeso nessuno con questo articolo, ma se qualcuno si è sentito chiamato in causa, quello che mi sento di dire è che dovrebbe fare un esame di coscienza e interrogarsi più profondamente sulla sua presenza online.

ph: @sandrachile

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